E alla fine non era sucesso niente
Posted on 2007-01-11 at 13:26
Ieri finalmente ce l'anno fatta. Non è successo nulla, o per dirla in termini tecnicamente più appropriati "il fatto non sussiste" e, ammesso e non concesso che sussistesse (ma non è così) "il fatto ormai non costituisce più reato" e, dovesse pure essere un reato (ma non è nemmeno così) è passato talmente tanto tempo che sarebbe stato tutto prescritto.
Insomma non c'era speranza, c'erano tante di quelle scappatoie e vie di fuga che in nessun modo si sarebbe potuto ottenere un risultato diverso. Come provi a prenderli per un verso ti sono già scappati dall'altra parte. E lo si sapeva da sempre, o forse era solo la solita voglia disfattista italiota di dire che tanto alla fine non ne vale la pena, che è lo stesso, che tanto si sà, che in italia funziona tutto così...
Oppure forse c'era la speranza che stavolta non sarebbe andato così, che alla fine qualcosa sarebbe venuto fuori, che fosse un cadavere (uno o 81 che differenza fa?) troppo scomodo ed ecclatante per nasconderlo in un armadio o sotto al tappeto per così tanto tempo (27 anni, però! Bisogna davvero esser bravi!).

Se da un lato mi stupisce che serva così tanto tempo e così tanto lavoro per fare "il niente" dall'altro capisco che, con tutto quello che davvero deve essere successo quella notte, è comprensibile che ci sia voluto tutto questo sforzo per limare, piegare, fondere, oscurare, dissolvere e disperdere la verità. Ed il lavoro è stato duro, fatto a volte con piccoli colpetti chirurgici, altre volte con colpi di mano più ecclatanti e plateali. E' dura ridurre la verità al niente, anche in corrispondenza di eventi così dramatici, ma anche questa volta, immancabilmente, ce l'hanno fatta.
Prima sarei ancora riuscito a pensare che in questi casi il silenzio fosse una ammissione di colpevolezza o quantomeno di responsabilità, che ci fosse per tutti quantomeno un barlume di coscienza che imponesse almeno la decenza del silenzio... Ma ora che si ha il coraggio di parlare per negare l'evidenza e dire "non è colpa di nessuno" mi cadono davvero le braccia e so che devo rivedere pesantemente le categorie di "quello che mi posso aspettare" e quindi quello a cui bisogna saper far fronte e reagire.
Tuttavia, sullo sfondo di tutta questa sfacciata vergogna, spicca la forza ed il coraggio di chi, per anni, ha continuato a lottare per quello in cui credeva, ha continuato a cercare, ha portato avanti con dignità il proprio dolore e la propria perdita fino a costringere tutti quelli che avevano (haimè il passato è d'obbligo) delle responsabilità in un angolo talmente stretto e chiuso da non avere altra possibilità di cavarsela se non quella, ecclatante ed incredibile, di negare, chiudere tutta la faccenda ed aggiungere come 82esima vittima di quella strage: la Verità.
Insomma non c'era speranza, c'erano tante di quelle scappatoie e vie di fuga che in nessun modo si sarebbe potuto ottenere un risultato diverso. Come provi a prenderli per un verso ti sono già scappati dall'altra parte. E lo si sapeva da sempre, o forse era solo la solita voglia disfattista italiota di dire che tanto alla fine non ne vale la pena, che è lo stesso, che tanto si sà, che in italia funziona tutto così...
Oppure forse c'era la speranza che stavolta non sarebbe andato così, che alla fine qualcosa sarebbe venuto fuori, che fosse un cadavere (uno o 81 che differenza fa?) troppo scomodo ed ecclatante per nasconderlo in un armadio o sotto al tappeto per così tanto tempo (27 anni, però! Bisogna davvero esser bravi!).

Se da un lato mi stupisce che serva così tanto tempo e così tanto lavoro per fare "il niente" dall'altro capisco che, con tutto quello che davvero deve essere successo quella notte, è comprensibile che ci sia voluto tutto questo sforzo per limare, piegare, fondere, oscurare, dissolvere e disperdere la verità. Ed il lavoro è stato duro, fatto a volte con piccoli colpetti chirurgici, altre volte con colpi di mano più ecclatanti e plateali. E' dura ridurre la verità al niente, anche in corrispondenza di eventi così dramatici, ma anche questa volta, immancabilmente, ce l'hanno fatta.
Prima sarei ancora riuscito a pensare che in questi casi il silenzio fosse una ammissione di colpevolezza o quantomeno di responsabilità, che ci fosse per tutti quantomeno un barlume di coscienza che imponesse almeno la decenza del silenzio... Ma ora che si ha il coraggio di parlare per negare l'evidenza e dire "non è colpa di nessuno" mi cadono davvero le braccia e so che devo rivedere pesantemente le categorie di "quello che mi posso aspettare" e quindi quello a cui bisogna saper far fronte e reagire.
Tuttavia, sullo sfondo di tutta questa sfacciata vergogna, spicca la forza ed il coraggio di chi, per anni, ha continuato a lottare per quello in cui credeva, ha continuato a cercare, ha portato avanti con dignità il proprio dolore e la propria perdita fino a costringere tutti quelli che avevano (haimè il passato è d'obbligo) delle responsabilità in un angolo talmente stretto e chiuso da non avere altra possibilità di cavarsela se non quella, ecclatante ed incredibile, di negare, chiudere tutta la faccenda ed aggiungere come 82esima vittima di quella strage: la Verità.
Vena Polemica, Tempi moderni