Tradizioni di famiglia (parte seconda)
Posted on 2007-01-05 at 16:12
Ok, il post precedente era solo l'introduzione, ora arriva il bello...
Come dicevo le tradizioni di famiglia tendono a perdersi ultimamente e questa cosa non mi andava tanto giù per una serie di motivi con cui non starò qui ad annoiarvi. Sta di fatto che la tradizione è saltata un paio di volte negli anni passati e pareva che fosse destinata a perdersi irreversibilmente.

A questo punto ho deciso di andare dalla mamy (diretta discendente della stirpe delle 'zdore) e dirle che... udite udite... la tradizione l'avrei portata avanti io con l'aiuto della sister... Ebbene si... sono un aspirante 'zdor (ammesso e non concesso che possa esistere una forma al maschile, alla peggio me la invento).
Tra me e me ho pensato che, essendo ormai anni che mi destreggio con altre forme di sgnadur cinese (che se la pasta l'hanno inventata loro qualcosa in questa relazione interdisciplinare deve esserci), non dovevo poi essere così uno schifo a tirare le sfoglia.

C'è voluto un po' di tira e molla, ma alla fine sono riuscito ad ottenere/costringere la mamy a farlo. Beh... ovvio è una rivoluzione non da poco che il rituale sacro della preparazione dei cap'lìt sia aperta ad un "umarell", ma non si poteva far andrare alla deriva quello che nei miei geni mi definisce al 50% come un "Galli".
La cosa si è subito rivelata essere seria: il processo di istruzione sarà diviso in segmenti l'uno propedeutico all'altro con difficoltà crescente e ci vorranno anni. Se non ci fossi stato abituato col kung-fu sarebbe stata dura approcciare la cosa a questo modo, spero solo che la cosa non sia altrettanto dura e faticosa...

I cap'lìt dell'Umarell, Lesson 1: the spojia is on the table (la sfoglia è sul tavolo)

Ingredienti per il livello 1:
- una mamma zdora nel sangue competente che insegna e supervisiona.
- una sorella, meglio se avvocato, che redige il verbale dell'evento
- il ripieno già fatto dalla Lea (ci vuole il livello 2 per fare il ripieno)
- un uovo per ogni etto di farina e solo una micro puntina di olio d'oliva
- impastatrice robot e mitica macchinetta IMPERIA-INOX a manovella (ci vuole il 3 livello per farle la sfoglia a mano con lo sgnadur)
- rotella taglia sfoglia zigozata.
- tempo pazienza e fantasia.

Da subito mi si svela il primo segreto del Sabba: la porta deve rimanere chiusa e c'è anche il suo perche: se si apre la porta cambia l'umidità interna della stanza e questo comporta uno sbalzo nel processo di asciugamento della pasta che compromette la morbidezza della sfoglia e quindi del cap'lìt. Già ho capito che se il livello tecnico della cosa è questo la cosa è molto ma molto più ardua di quanto mi aspettassi!!!

Il pomeriggio è andato via così: fai la pasta, stendila mettila nell'Imperia e tirala, squadrala, ripassala più volte attraverso tutti gli 8 livelli di sottigliezza fino a che la senti al tatto che è "a quel giusto livello". Poi con la rotella fai le strisce e da quello i quadratini (l'inclinazione è importate!). Prendi un pizzico di ripieno e applica il nodino (fare origami da bambino ha sempre la sua utilità). Riponi il cappelletto sul vassoio senza che si attacchi agli altri. Ripeti il tutto fino alla fine dell'impasto...


Risultato:
il mio cromosoma emiliano si è fatto sentire, la mamy si è sorpresa per la capacità innata degli allievi e la perizia con cui ci siamo mossi, per non parlare di quanto fosse contenta (questo funziona molto meglio del Prozac, dottore di m3rd@!). Giovanni Rana si mangerebbe il fegato a vedere la bellezza dei cappelletti che, ricordando le indicazioni del nonno, sono stati modellati sull'immagine di un ombelico che neppure Michelangelo avrebbe potuto fare così bello. L'ispirazione aiuta...

Level 1: Accomplished !! Sono uffcalmente aspirante 'zdor di terzo livello, nei successivi tentativi prossimi divverò assistente 'zdor di secondo livello e quindi finalmente 'zdor di primo livello (si spera).

E la tradizione "Galli"... è salva!