Tempi moderni
Ogni tanto guardo il mondo intorno e penso...
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Tempi moderni
Ogni tanto guardo il mondo intorno e penso... E alla fine non era sucesso niente
Posted on 2007-01-11 at 13:26
Ieri finalmente ce l'anno fatta. Non è successo nulla, o per dirla in termini tecnicamente più appropriati "il fatto non sussiste" e, ammesso e non concesso che sussistesse (ma non è così) "il fatto ormai non costituisce più reato" e, dovesse pure essere un reato (ma non è nemmeno così) è passato talmente tanto tempo che sarebbe stato tutto prescritto.
Insomma non c'era speranza, c'erano tante di quelle scappatoie e vie di fuga che in nessun modo si sarebbe potuto ottenere un risultato diverso. Come provi a prenderli per un verso ti sono già scappati dall'altra parte. E lo si sapeva da sempre, o forse era solo la solita voglia disfattista italiota di dire che tanto alla fine non ne vale la pena, che è lo stesso, che tanto si sà, che in italia funziona tutto così... Oppure forse c'era la speranza che stavolta non sarebbe andato così, che alla fine qualcosa sarebbe venuto fuori, che fosse un cadavere (uno o 81 che differenza fa?) troppo scomodo ed ecclatante per nasconderlo in un armadio o sotto al tappeto per così tanto tempo (27 anni, però! Bisogna davvero esser bravi!). ![]() Se da un lato mi stupisce che serva così tanto tempo e così tanto lavoro per fare "il niente" dall'altro capisco che, con tutto quello che davvero deve essere successo quella notte, è comprensibile che ci sia voluto tutto questo sforzo per limare, piegare, fondere, oscurare, dissolvere e disperdere la verità. Ed il lavoro è stato duro, fatto a volte con piccoli colpetti chirurgici, altre volte con colpi di mano più ecclatanti e plateali. E' dura ridurre la verità al niente, anche in corrispondenza di eventi così dramatici, ma anche questa volta, immancabilmente, ce l'hanno fatta. Prima sarei ancora riuscito a pensare che in questi casi il silenzio fosse una ammissione di colpevolezza o quantomeno di responsabilità, che ci fosse per tutti quantomeno un barlume di coscienza che imponesse almeno la decenza del silenzio... Ma ora che si ha il coraggio di parlare per negare l'evidenza e dire "non è colpa di nessuno" mi cadono davvero le braccia e so che devo rivedere pesantemente le categorie di "quello che mi posso aspettare" e quindi quello a cui bisogna saper far fronte e reagire. Tuttavia, sullo sfondo di tutta questa sfacciata vergogna, spicca la forza ed il coraggio di chi, per anni, ha continuato a lottare per quello in cui credeva, ha continuato a cercare, ha portato avanti con dignità il proprio dolore e la propria perdita fino a costringere tutti quelli che avevano (haimè il passato è d'obbligo) delle responsabilità in un angolo talmente stretto e chiuso da non avere altra possibilità di cavarsela se non quella, ecclatante ed incredibile, di negare, chiudere tutta la faccenda ed aggiungere come 82esima vittima di quella strage: la Verità. Vena Polemica, Tempi moderni | No comments
Tradizioni di famiglia (parte seconda)
Posted on 2007-01-05 at 16:12
Ok, il post precedente era solo l'introduzione, ora arriva il bello...
Come dicevo le tradizioni di famiglia tendono a perdersi ultimamente e questa cosa non mi andava tanto giù per una serie di motivi con cui non starò qui ad annoiarvi. Sta di fatto che la tradizione è saltata un paio di volte negli anni passati e pareva che fosse destinata a perdersi irreversibilmente. A questo punto ho deciso di andare dalla mamy (diretta discendente della stirpe delle 'zdore) e dirle che... udite udite... la tradizione l'avrei portata avanti io con l'aiuto della sister... Ebbene si... sono un aspirante 'zdor (ammesso e non concesso che possa esistere una forma al maschile, alla peggio me la invento).Tra me e me ho pensato che, essendo ormai anni che mi destreggio con altre forme di sgnadur cinese (che se la pasta l'hanno inventata loro qualcosa in questa relazione interdisciplinare deve esserci), non dovevo poi essere così uno schifo a tirare le sfoglia. C'è voluto un po' di tira e molla, ma alla fine sono riuscito ad ottenere/costringere la mamy a farlo. Beh... ovvio è una rivoluzione non da poco che il rituale sacro della preparazione dei cap'lìt sia aperta ad un "umarell", ma non si poteva far andrare alla deriva quello che nei miei geni mi definisce al 50% come un "Galli". La cosa si è subito rivelata essere seria: il processo di istruzione sarà diviso in segmenti l'uno propedeutico all'altro con difficoltà crescente e ci vorranno anni. Se non ci fossi stato abituato col kung-fu sarebbe stata dura approcciare la cosa a questo modo, spero solo che la cosa non sia altrettanto dura e faticosa... I cap'lìt dell'Umarell, Lesson 1: the spojia is on the table (la sfoglia è sul tavolo) Ingredienti per il livello 1:- una mamma zdora nel sangue competente che insegna e supervisiona. - una sorella, meglio se avvocato, che redige il verbale dell'evento - il ripieno già fatto dalla Lea (ci vuole il livello 2 per fare il ripieno) - un uovo per ogni etto di farina e solo una micro puntina di olio d'oliva - impastatrice robot e mitica macchinetta IMPERIA-INOX a manovella (ci vuole il 3 livello per farle la sfoglia a mano con lo sgnadur) - rotella taglia sfoglia zigozata. - tempo pazienza e fantasia. Da subito mi si svela il primo segreto del Sabba: la porta deve rimanere chiusa e c'è anche il suo perche: se si apre la porta cambia l'umidità interna della stanza e questo comporta uno sbalzo nel processo di asciugamento della pasta che compromette la morbidezza della sfoglia e quindi del cap'lìt. Già ho capito che se il livello tecnico della cosa è questo la cosa è molto ma molto più ardua di quanto mi aspettassi!!!Il pomeriggio è andato via così: fai la pasta, stendila mettila nell'Imperia e tirala, squadrala, ripassala più volte attraverso tutti gli 8 livelli di sottigliezza fino a che la senti al tatto che è "a quel giusto livello". Poi con la rotella fai le strisce e da quello i quadratini (l'inclinazione è importate!). Prendi un pizzico di ripieno e applica il nodino (fare origami da bambino ha sempre la sua utilità). Riponi il cappelletto sul vassoio senza che si attacchi agli altri. Ripeti il tutto fino alla fine dell'impasto...
Tradizioni di famiglia (prima parte)
Posted on 2007-01-04 at 19:27
Le tradizioni familiari stanno a poco a poco perdendo il loro fascino, peso ed attaccamento col passare degli anni, ed è un vero peccato. Un paio di idee sul perche ce le ho, ma non ho voglia ora di lanciarmi in una filippica sul tema della famiglia, non è davvero il caso.
Ci sono poche tradizioni nella mia famiglia. Ad essere precisi c'è una tradizione da parte dei "Crotta" ed una da parte dei "Galli", ed è di quest'ultima che voglio scrivere ora: I cappelletti di Natale. Non esiste Natale che possa essere trascorso senza mangiare i tradizionali cappelletti fatti come si fanno a Ferrara, più precisamente Codigoro, ancora più precisamente Pontemaodino. La tradizione vuole che il giorno di Natale tutta la famiglia (intesa nel senso matriarcale del termine) si ritrovi nella casa più grande a festeggiare durante il pranzo del 25. Il piatto forte del menù tradizionale sono i cappelletti, il lesso ed il salame, accompagnati da abbondante vino rosso e deliziati per finire dalla ciambella ("brazadela" 1 2), dal pan-pepato (quando c'era la fortuna di averlo), un buon numero di arachidi (o "spagnolette") in attesa del caffè. Per realizzare tutto questo era necessario che le donne si riunissero per preparare il tutto, e quel giorno, il 24 dicembre, la mia nonna non era più la mia nonna... Si perche la mia nonna era la nonna più dolce e tenera del mondo, che mi copriva di baci e carezze e che si sarebbe fatta veramente in quattro per me, sempre pronta a coccole ed attenzioni. Ma il 24 dicembre no. Quel giorno la nonna arrivava da noi con lo sguardo già serio e concentrato, in piena concentrazione pre-agonistica, taciturna ed assolutamente imperturbabile. Portava con se il suo mattarello professionale: "al Sgnadur". Un metro e trenta di lunghezza, circa sei centimetri di diametro, legno duro e pesante, il pomello solo da un lato per legarlo ed appenderlo. Praticamente un'arma bianca che veniva tenuta sullo stesso piano della spada di un cavaliere templare: sfoderata solo per le grandi occasioni, riverita come si conviene ad un eroe, brandita con la maestria che si conquista solo in anni di pratica e degna di essere toccata solo dall' elite di chi ne è davvero meritevole. Da tradizione la "'zdora" (la padrona di casa) può definirsi tale solo dal momento in cui è dotata di sgnadur che sa utilizzare con maestria in entrambi gli usi cui è preposto: tirare la sfoglia (fino a 12 uova!) e menare il marito. Non a caso tradizionalmente quello scettro del potere era il primo articolo che componeva la dote ed il corredo di una sposina. (Nella foto accanto un gruppo di zdore o 'zdaure' da competizione alla gara del "Mattarello D'Oro". Per maggiori info sulle zdore consiglio http://www.zdaura.splinder.com/ da cui è stata presa l'immagine)Vedere quindi la nonna con lo snadur in mano voleva dire solo una cosa: non c'è trippa per gatti, bisognava stare alla larga ed attendere. Le femmine si sarebbero riunite ed era una cosa solo per loro, ma più che un riunirsi era un vero e proprio isolarsi! E la cosa aveva la solennità ed il mistero tipico dei rituali del Sabba, una di quelle situazioni in cui le donne si appartano e tirano fuori l'atavico potere che le lega alla "Dea Madre Terra" dove nessun' altro è ammesso. La porta della cucina era chiusa ed era assolutamente a tassativamente proibito entrare, per qualsiasi motivo. Il rituale poteva andare avanti per ore, dal primissimo dopo pranzo fino alla notte dato che si poteva arrivare a fare fino a 600/800 cappelletti. Il giorno dopo si sarebbe visto il prodotto di tutto quel lavoro svolto in segreto: i cappelletti in brodo che il nonno non poteva non sottolineare prendessero la loro forma dall'ombelico delle donne, guadagnandosi immancabilmente a sgridata della nonna. L'altra tradizione, quella "Crotta", mi sa che ve la racconto tra qualche anno. Non per cattiveria, ma comprende un battesimo e quindi... Nipote a prestito.
Posted on 2006-12-19 at 13:39
Questa non è freschissima, risale alla settimana scorsa ma ve la racconto ora perche
(a) è carina, (b) le cose splendide che mi accadono ultimamente rimangono un segreto... Stavo correndo in palestra, come al solito tirando saracche contro il traffico di Milano che mi tiene in macchina un'ora buona per il tragitto dall'ufficio alla palestra tutti i lunedì e giovedì (trattasi di ben 9km!!!). Giunto alla piazza di Lambrate con la stazione ferroviaria, dopo aver scansato tutti pedoni che attraversano rigorosamente in ordine sparso e caotico, arrivo davanti alle strisce. Un signore anziano sta attraversando, cammina lentamente a fatica con passettini di non più di 30 cm, il bastone tocca terra solo ogni tanto. Ha lo sguardo un po' perso, persino un po' impaurito forse, per le macchine che lo illuminano coi fari. Sa che il suo passo lento non è affatto compatibile con la fretta nervosa degli automobilisti di questa città. Ed è a questo punto che noto che qualcosa non va. Il signore non sta proprio attraversando, piuttosto viene verso di me. Non capisco. che ha? sta male? I passanti notano la cosa e guardano lui e me (perche me poi?) straniti. Io rispondo loro alzando le spalle che ne so meno di loro... Ok, dai, vediamo di fare qualcosa che tra 7 minuti devo essere in kimono sul tatami, su. "Hemmm... Signore? tutto bene?" Guarda da qualche parte verso di me ma non sono neppure sicuro che mi stia vedendo. "Mi aiuta per favore? ho finito la bomboletta... per l'ossigeno... e il cortisone... mi può portare a casa per favore?" Gh! Sorpreso, preplesso, commosso, confuso... Ok, 3 secondi, una decisione. "Salga, la porto". Ora che "Il nonno" (non so il suo nome) ha fatto il giro dell'auto per salire dal lato del passeggero ho fatto in tempo a prendere il telefono, chiamare in palestra, spiegare brevemente l'accaduto e chiedere al mio fedelissimo braccio destro di coprire come sempre il mio ritardo. "Solo a te possono capitare certe cose, li trovi tutti tu..." Che fai? sfotti o infierisci? "Il nonno" sale. Fa fatica a respirare ed è stanco, tanto che ad un certo punto minaccia di addormentarsi "No no no! Nonno! Deve dirmi dove abita senno dove la porto??" Il vecchietto assomiglia un po' al mio di nonno: chiacchierone, panciunto, faccia rubiconda e piena, e lo stesso farfallino che non centra un tubo col resto dei vestiti. Chicchieriamo un po' in macchina, tanto il traffico è il solito caos e ci da tempo. Il nonno è una buona forchetta, gli piace mangiare e si vede, quando parla di cibo gli si illuminano gli occhie e sorride. "Ecco, io di giorno vado giù di la, al centro. Ci sono i volontari" "Ah si? e cosa fate li" "Facciamo:" dice contando sulle dita tese sottolineando coi gesti e le pause l'importanza di ogni attività "colazione, merenda, pranzo, poi ancora merenda, e cena" "Ah però!" "Si si si. Buonissimo! Ma ci vado sempre da solo, mia moglie non viene mai. Anzi, aspetti..." Sorpresa. Tira inaspettatamente fuori un cellulare e chiama casa "Sto arrivando, butta gli spaghetti! hehehehe... uh! c'è anche un signore che viene!" "Ma chi? Io?" "Si, ci sono gli spaghetti! col pomodoro! Le piacciono?" "Uh no guardi, davvero, non posso, devo scappare... sa..." "Sicuro? peccato..." Dopo poco mi racconda ancora della sua vita. Più lo ascolto e più mi intenerisco. Parlo e faccio domande ingenue e le risposte mi fanno passare la voglia di fare lo spiritoso. "E poi cosa fa?" "Eh, vado in giro, sa... beh... chiedo le spremute." "Come le spremute?" "Si... chiedo se mi offrono una spremuta. Se mi va bene mi danno qualche euro. Sennò mi offrono la spremuta. Ma a me piacciono le spremute. Hanno la vitamina C!" Mi si stringe il cuore. "Una volta mi hanno anche dato 50 euro!" Proseguiamo lentamente. Ha voglia di parlare, lo lascio fare e seguo i suoi discorsi. "...Ma mia moglie non vuole che chiedo le spremute. Dice che le faccio fare le figure. Ma poi i soldi me li chiede! Mi critica sempre. Dice che mi soffio il naso." "Ma si, si sà... E poi, si prendono cura di noi. Da quanto siete sposati?" "Dal 20 di aprile del 1968. Sono 38 anni! E' tanto!" "E' tanto si! Siete fortunati!" "Eh si! Ma micritica. Anche se mi critica però io ce li porto i fiori. Ogni tanto." "Ma che bravo! così si fa!" "Si. Ma lei non vuole! Mi sgrida. Dice che preferisce i soldi. Adesso è da un po' che non glie li porto i fiori." Arriviamo in viale Padova. Un po' seguendo le indicazioni un po' a fortuna, un po' girando in tondo perche il nonno non conosce i sensi unici e mi costringe a qualche giro in più, durante il quale si vede che ha paura di perdere il senso dell'orientamento. "No, Ce li porto un'altra volta i fiori." "Hmmm... guardi si dice sempre così e poi finisce che non lo si fa mai..." Ci guardiamo per un attimo e in pochi minuti scatta la zingarata. Complici come due mascalzoni, in una marachella fatta per carpire il cuore di una donna. Troviamo il posto e via, si prendono i fiori. Beh, via per modo di dire... scende piano dalla macchina, inpiega un bel po' ad arrivare al chiosco, e poi a decidere, farsi incartare i fiori, controllare il resto (non si sa mai) e ritornare. Il tempo passa e per un attimo mi pento di averlo fatto, ma è solo un attimo. "Mia moglie non esce mai con me. Ha la tosse. Ha sempre la tosse lei." "Ah... povera. Ma è malata?" "Si, da tanto tempo. Ma prende le medicine. E non esce mai" "Allora le faranno piacere i fiori." "Si si... questi le piacciono." Dopo 3 sensi unici scopro che abita a quattro isolati rispetto a dove mi aveva detto. "E' sicuro di non voler salire? Per bere qualcosa... un cordialino..." "No guardi, lo farei volentieri, ma davvero non posso." "Ah... peccato... va bene... grazie eh, arrivederci." "Arrivederci... mi raccomando stia bene" Non ho più neppure un nonno. Credo alla mia età sia abbastanza normale. E un po' mi mancano. Anzi, mi mancano tanto. Le persone anziane mi hanno fatto sempre tenerezza ed ho avuto sempre tanto rispetto per loro. Su un muro della nostra palestra una volta c'era scritto "Quando muore un anziano una biblioteca brucia". Ed è vero. Sono stato tante volte ad ascoltre i racconti della loro vita, ed ogni volta è stato come vedere ogni scena che faceva sgranare loro gli occhi mentre i racconti ravvivavano le emozioni di quei momenti. Storie di guerra, d'amore, di campi da coltivare, di povertà e di lavoro. Mi ha fatto piacere essere nipote in prestito, anche per un quarto d'ora sola o poco più. Tenendo il fortino
Posted on 2006-11-21 at 18:50
Oggi ho persino avuto il tempo per il giro di controllo dei sistemiesterni, ovvero tutti quei sistemi aziendali che gestisco direttamente ed esclusivamente con quella dittorialità di chi cura il proprio orticello e risponde in prima persona dei suoi frutti. Una delle cose che curo con particolare piacere è la sicurezza. Dopo aver controllato che il sistema sia in piedi e che tutte le funzionalità siano erogate a dovere, passo a vere quante volte e come la macchina è stata attaccata daqualche worm o qualche hacker di passaggio che vede l'indirizzo IP attivo su Internet. Stavolta grande sorpresa ed ilarità. Il server FTP ha subito un bel brute force di circa 19.000 tentativi (senza però che questo gli causasse il benche minimo fastidio o sussulto, si capisce)!!! non male come assalto, compliemnti! Ma, e qui sta il divertente, c'è da augurarsi che il tentativo sia stato fatto da un worm di qualche tipo o altro strumento automatico non intelligente... Perche tutti i tentativi fatti erano per il solo utente "Administrator"... che per inciso, sui sistemi seri si chiama root. L'attaccante ha sparato a raffica senza neppure sapere su cosa stesse sparando! Per la prossima volta: prima fase di un attacco ben fatto: raccolta informazioni e fingerprinting dei sistemi. Comunque la cosa carina è che ora ho una bella lista di 16.000 password da NON usare mai... la fortuna gira
Posted on 2006-10-30 at 19:59
![]() E' successo finalmente anche a me. Una di quelle esperienze che prima o poi capitano nella vita di tutti e che mi mancava. Ho trovato un pacco di soldi. Stavo uscendo stamattina ed ero stra-carico: borsa della palestra, due portatili, zainetto... solito assetto da sistemista da soma. mentre aspetto di attraversare un metro fuori dal cancello una macchina passa e smuove una cartaccia appallotolata per bene da cui saltano fuori quelli che sembrano essere 10 euro. Ovviamente sono incuriosito e ci guardo e, si, sono proprio 10 euro. O meglio, più di 10... Raccatto il pacchetto in mezzo alla strada a rischio della vita, più che altro perche potevo rimanere sepolto sotto tutta la roba che mi porto appresso. Accidenti, è una busta ed è piena di soldi. Sistemo la roba in macchina e apro la busta e ci guardo dentro per bene. Soldi. Tanti soldi. Quanti? beh... diciamo un bel weekend al mare per due. ![]() La busta è logora, deve essere li a terra da ore visti i segni dei pneumatici e non c'è scritto quasi nulla: un numero (5275) ed un nome (Janet). Guardo in giro ma non vedo nessuno con la faccia disperata, nessuno che guarda a terra, nessuno che assomigli a Janet. Chi è Janet? immagino sia una ragazza, probabilmente immigrata. Filippine? Sudamerica? di solito sti nomi americani li usano. Magari questa è la sua busta paga, ovviamente in nero, visto che è il 30 del mese. Mi si stringe il cuore al pensiero e un po' mi sento in colpa... che faccio? Resto li un po', faccio finta di nulla, non posso cerdo dire alla prima che passa "scusa per caso sono tuoi?". Aspetto ancora ma nulla. Saranno caduti di tasca stanotte o stamattina presto dopo la pulizia degli uffici, magari da un motorino in corsa. Si fa tardi. Anche oggi farò tardi al lavoro ma almeno stavolta è per un buon motivo. Dopo un bel po' sono ancora li e ancora non so che fare e pare che non ci sia molto che riesca a concretizzare. L'idea di tenermi quei soldi mi turba un po': non sono miei. Anni fa, da studente, sarebbe stato davvero, un bel colpo di fortuna! I soldi facevano sempre comodo e non dispiaccevano, ne bastavano mai, se poi ti capitavano addosso... Ora è diverso. Questa fortuna non mi appartiene, non ne ho bisogno. Sono già abbastanza fortunato da non avere bisogno di questi soldi, ma non solo: sono talmente fortunato che le persone e le cose che ho attorno, e gli eventi di questi ultimi giorni e dei prossimi fanno davvero apparire questa come una stranezza, un bizzarro capriccio del destino. Beh, mi ci vuole un po' per riprendermi dalla sorpresa, ma una volta ripreso mi ci vuole davvero poco per decidere cosa fare. C'è chi dice che la beneficenza va fatta di nascosto. Non sono d'accordo. Chi mi conosce tra i pochi che vengono su questo blog, sa che non vado in cerca di gloria ne di complimenti, e chi non lo capisce non avrà certo da me delle spiegazioni. Se un gesto può essere bello o può essere d'esempio allora vale la pena condividerlo. Perche ogni volta che si ha la possibilità di fare qualcosa di buono bisogna coglierla. Ed ogni volta che si riceve qualcosa di buono bisogna cercare di ricambiare. Cerco un paio di suggerimenti ed ottengo un paio di conferme: Emergency ed AIRC. Va bene così. Bonifico online, screenshot che sarà il mio trofeo personale di cui andare fiero per un po'. La senzazione mentro lo faccio vale talmente tanto da non avere davvero prezzo. ... E poi, quel week end al mare c'è, e mi sta aspettando. Ora me lo merito un po' di più. mettendo in ordine
Posted on 2006-10-18 at 12:51
Ok, ci siamo quasi.
Le ultime due settimane, l'ultima in particolare, sono state intense, per un sacco di motivi. Non dico siano state pesanti, faticosissime, che mi sia ammazzato di lavoro o sbattimenti. Tuttavia come già avevo detto ci sono stati un sacco di eventi che hanno avuto un impatto notevole su di me, sulla mia vita emotiva, sulla (dis)organizzazione della mia vita. Ora si comincia a respirare. Ho dovuto darmi da fare e non tirarmi indietro su nulla: doveri da compiere, sostegno da dare se era il caso, spostare mille cose per incastrarle come si doveva, riprendermi ciò che mi stava sfuggendo via, mettere bene in ordine insomma, il tutto in totale sincerità e trasparenza. E ci sono riuscito, pare. Le cose sono più al loro posto e gli sforzi fatti sono ampiamente ripagati. Ma soprattutto so di non rischiare di rimanere sepolto nel mio stesso caos. Mi sento insomma fiducioso del fatto di poter avere quel minimo di controllo che serve sugli eventi. A questo punto, spero anche di riuscire a far andare un po' le cose secondo i miei desideri, necessità e sogni. Insomma, per ora va bene così, ma ho appena cominciato... Opportunita'
Posted on 2006-03-22 at 12:04
Evidentemente tutti sono in cerca di nuove opportunita'. Se questo è vero vuol dire che le persone effettivamente contente della loro condizione sono poche.
Oggi il Sole24Ore esce con un inserto abbastanza pubblicizzato contenente offerte di lavoro. Stamattina sono uscito di casa e sono passato in edicola e ho cercato questo giornale. Non trovandolo esposto in edicola l'ho chiesto alla mia edicolante e mi sono sentito rispondere: <<Finito tutto, è andato via subito. Tutti giovani come te...>> Superato il primo momento di disappunto io e la signora ci siamo guardati per un secondo. Giusto il tempo di riconoscere lo sguardo di una signora che potrebbe essere mia madre e che potrebbe avere un figlio della mia età che cerca lavoro e non lo trova. E poi dirci in tono sconsolato: <<Eh... Chissà come mai...!?!>> <<Già, chissà come mai>> <<Un biglietto per favore>> La cosa mi ha colpito e a quel punto spinto dalla curiosità ho provato a cercare il giornale (e poi si sa: se poco poco vuoi una cosa e non la trovi allora cominci a bramarla!). La stessa scena si è ripetuta in tutte le successive 3 edicole. Elezioni
Posted on 2006-03-11 at 13:50
Tra un po' ci saranno le elezioni. Sper che arrivino presto perchè, per quanto la cosa mi interessi e mi riguardi, davvero non ne posso più.
Ogni giorno in ogni occasione le TV e qualsiasi altro organo di informazione di massa, fatto salvo per la rete unico ultimo baluardo di democrazia (fino a quando non proveranno o riusciranno ad imbrigliare anche questo, ma qui c'è abbastanza materiale per un altro post). Ogni occasione è buona per apparire e cercare di forzare (più che persuadere o convicere) il potenziale elettore a votare per questa o quella coalizione. Ma io, sinceramente, più ne vedo e più sono convinto che i nostri dipendenti stiano facendo la cosa sbagliata: cercano di prenderci in giro ed hanno ridotto la politica alla stessa stregua del del tifo da stadio. Maleducati, rozzi, incivili ed incapaci di condurre una discussione da esseri pensanti. Volgari, offensivi, rissosi... E questo per dire solo la parte peggiore, ma purtroppo c'è molto di più: si scannano tra di loro in modo bieco e sleale, trascinando la tribuna politica ai giochi violenti ai tempi del Colosseo. E noi li a guardare, scommettere sul vincitore, incitare, applaudire e fare la claque ad ogni battuta sprezzante e pungente, per vedere chi sarà il cabarettista migliore, ma tanto il capocomico non lo batte nessuno. Ma per chi ci hanno preso? E come credono di poter dimostrare credibilità? Davvero pensano che io possa riconoscermi nei loro atteggiamenti? e sentirmi rappresentato? Voglio un confronto serio! * Voglio un confronto leale che possa andare avanti ore senza farmi venire il vomito. * Volgio i rappresentanti nelle cabine di lascia o raddoppia chiuse ed insonorizzate, * Voglio il microfono che si chiude quando non è il loro turno di parlare, in modo che questo trucco ripari alla loro mancanza di educazione, impedendogli di parlarsi addosso e far scalare la polemica e la tensione. Perche questo è il trucco: fare caos, chiasso, casino, baguarre, violenza verbale. Più ce n'è e meno si devono dare risposte concrete, serie, vere. Il caos distoglie, distrae, copre, e uno guarda i cani che abbaiano e aspetta che si mordano. Il resto viene coperto, e loro si sottaggono alle loro responsabilità. * Voglio i tempi contati: massimo 3 minuti per rispondere ad ogni domanda e la possibilità di usufruire dello stesso tempo, calcolato al secondo. * Volgio domande poste dalla gente, poste tramite email, senza censura, senza accordi: le prime 30 domande della classifica devono avere risposta da entrambi. * Voglio un incaricato dell'Istat che si presenti con tutti i dati statistici he saranno necessari e che si preoccupi di spiegarli in modo chiaro a tutti, dicendo chiaramente come sono stati calcolati ed evitanto il famoso paradosso della statistica dei polli. Ho visto politici portare con sé ritagli di giornale e pretendere che siano considerati come prova autorevole. Ho visto altri limitarsi a dire che la gente lo sà. Altri addirittura che si scrivono da soli su un foglio di carta i dati che stanno riportanto in quello stesso momento! (abile mossa psicomediatica che convince solo le menti deboli). * Voglio che nessuno si possa nascindere dietro un parrucchino, un sorriso di plastica e battutine ironiche. * Voglio che rendano conto del loro operato e dei risultati che ha prodotto. Inchodati, spalle al muro, costretti finalmente a rendere conto a noi che paghiamo il loro stipendio. Costretti a rendere giustizia a ciò che dovrebbero rappresentare. * Voglio potermi non vergognare, giare in Europa a testa alta, senza dover pagare per le gaffes atrui. * Voglio poter dire di essere italiano e , pur sapendo che pizza sole e mandolino non me li scollerò mai, pur sapendo che navigatori e santi non mi servono più, voglio poter pronunciare i nomi di Galileo, Leonardo, Dante e tutti gli altri, senza vedere la fama di questi grandi offuscata dalla mediocre bassezza di chi aiuta a gettare fango su questo paese. Paranoia
Posted on 2006-03-08 at 14:12
La paranoia è sempre un' ottima amica. Soprattutto quando ne hai le conferme!
Non tutti se ne rendono conto ma ogni nostra azione lascia tracce. E nell'era dell'informazione questo è enormemente amplificato dalla miriade di azioni, servizi, interconnessioni (palesi o celate) e sistemi di raccolta, correlazione in cui siamo imbrigliati. Oggi a me ne è successa un'altra: dopo anni di silenzio la mia banca on-line si è fatta via. Guarda caso dopo che ho fatto un primo ingente versamento per l'acquisto (un giorno, si spera) della casa. Guarda caso dopo che ho messo come intestazione del beneficiario del bonifico una compagnia edile. Guarda caso il mio premuroso consulente finanziario mi ha ricordato che, in quanto cliente storico, ho diritto a condizioni particolari proprio sui mutui. Io credo al caso... ma questo non è uno di quelli. La banca, che di per sè dovrebbe essere solo un mezzo, un fornitore di servizi, un generico soggetto terzo coinvolto ma estraneo alla transazione, sa quanti soldi do a chi e quando. Ma può utilizzare queste informazioni a suo piacimento? Pensandoci bene quante e quali sono le volte in cui siamo vittime di queste "spiatine"? e cosa si può evincere da tutti questi dati? Vado al supermercato... Faccio la tesserina per avere gli sconti, le raccolte punti ed i viaggi premio. Quando mi iscrivo do loro una marea di dati personali e l'autorizzazione a trattarli. Nome, cognome, data di nascita indirizzo... Faccio la spesa e tutto quello che compro viene registrato: Sanno cosa compro, cosa consumo, di cosa mi nutro. Sanno che faccio sport, dato che compro gli integratori e preferisco le cose "light". Sanno che vivo da solo per la quantità di cibo che compro, e vedendo come è riapartita di sicuro non pranzo a casa e ci ceno poche volte. Sanno che sono (quasi) astemio, che non bevo latte. Sanno che sono sensibile a certe tematiche perche compro prodotto equosolidali. Sanno cosa mi piace leggere. Sanno quando la mia ragazza ha le mestruazioni. Sanno quando organizzo una festa. Sanno che viaggio perchè compro sempre crema da barba in confezioni mignon. Sanno che il mio conto in banca non se la passa poi male, visto che non mi hanno mai rifiutato il bancomat. Sanno. Ovviamente nessuno ha nulla da nascondere, figuriamoci... Ma cosa se ne possono fare di tutte queste informazioni? Marketing?. Per fortuna si... Non occorre spingersi a pensare se "davvero faranno solo quello o hanno altri loschi scopi". Per me è abbastanza losco il fatto di vedermi piazzare un'offerta fatta su misura da chi mi conosce tanto bene e tanto a fondo, proprio nel momento in cui ne avrò bisogno e proprio nel modo in cui potrà colpirmi di più. |
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