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Introduzione al Kung Fu |
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Il termine Kung Fu (secondo la traslitterazione Wade Gilles, piu' diffusa in
Occidente, oppure Gong Fu con la traslitterazione Pin Yin, riconosciuta
ufficialmente dal governo di Pechino) e' di difficile traduzione e letteralmente
indica un esercizio (Kung) eseguito con abilita' (Fu).In questa accezione Kung Fu e' piu' propriamente rappresentativo del concetto orientale dell'arte intesa come mezzo trascendente per il raggiungimento della perfezione che, come tale, e' stato applicato alle svariate attivita' della vita quotidiana, come per esempio la scrittura, la cerimonia del te, la disposizione floreale e - una delle attivita' praticate dall'uomo sin dagli albori del tempo - la guerra. In occidente il termine e' sempre stato associato alle arti marziali, designando l'insieme di tutte le arti marziali tradizionali cinesi che, suddivise in stili, ammontano a oltre un centinaio. L'ambiguita' della denominazione Kung Fu ha costituito uno dei maggiori impedimenti alla sua capillare diffusione in occidente, cosa non avvenuta per esempio per arti marziali giapponesi quali Karate' o Judo.
L'origine delle arti marziali cinesi - da cui si svilupparono tutte le altre -
viene in genere fatta risalire a una forma di combattimento sviluppata a partire
dal 500 d.C. dai monaci del tempio buddista di Shaolin (letteralmente: giovane
"Shao", foresta "Lin"), situato nella Cina del Nord, all'interno della provincia di
Honan.
La leggenda vuole che Bodhidarma, figlio del re Suganda di Madras e 28º
patriarca
del buddismo, nel corso del suo pellegrinaggio dall'India, avesse introdotto a
Shaolin un metodo di addestramento fisico basato sulla convinzione che corpo e
mente non fossero due entita' separate e in contrapposizione tra loro. I religiosi
del tempo compivano frequenti viaggi per diffondere il pensiero buddista e si
trovarono nella necessita' di applicare alla difesa personale queste tecniche che
avevano appreso come aiuto alla meditazione. Nella prima meta' del 17º secolo, a seguito dell'invasione Manciu' della Cina, il tempio Shaolin che rappresentava uno dei centri di resistenza fu distrutto. I monaci, perseguitati, si dispersero in tutta la Cina dando origine a stili modificati che nel corso del tempo si moltiplicarono e diversificarono in base alle caratteristiche fisiche dei praticanti (particolarmente evidenti tra cinesi del sud e del nord), alla conformazione del terreno e agli aspetti filosofici a essi associati. |
Una prima suddivisione puo' essere effettuata separando gli stili detti esterni
(Wai Chia) da quelli detti interni (Nei Chia).La distinzione indica un differente approccio nello studio delle tecniche e nel modo di percorrere la scala che porta al raggiungimento della maestria suprema, ovvero al raffinamento dell'energia mentale e spirituale indicata in cinese con il temine Shen. Per arrivare a questo punto il praticante deve dapprima raggiungere l'abilita' del corpo e successivamente imparare a controllare il proprio corpo, la propria energia e la respirazione.
Gli stili esterni privilegiano da subito le doti di velocita' e potenza e lo studio
di molteplici tecniche, per arrivare con il tempo a porre attenzione all'aspetto
energetico e alla respirazione. Un'altra distinzione e' tra stili del sud e del nord. I primi sono caratterizzati da posizioni piu' alte e da tecniche piu' corte e a breve distanza, con minor presenza di tecniche al volo e acrobatiche. Gli stili del nord hanno posizioni piu' basse e tecniche piu' lunghe, maggiormente rivolte al combattimento a lunga distanza. La matrice del Kung Fu resta dunque la forma di combattimento di Shaolin della Scuola del Nord (Pei Pai Shaolin Ch'üan), che viene ritenuta il capostipite degli stili esterni. Gli stili interni, con il tempo, hanno assunto sempre piu' un proprio sviluppo slegato dallo Shaolin Ch'üan. Il principale tra questi e' il T'ai Chi Ch'üan, sviluppato attorno al 12º secolo da Chang San Feng. |
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Il Kung Fu non e' una disciplina violenta. Rappresenta un mezzo per il benessere
psicofisico dell'individuo. L'esercizio serve a tenere la muscolatura elastica e a
preservare la funzionalita' delle articolazioni mantenendo il corpo in uno stato
generale di buona salute. Il raggiungimento dell'equilibrio spirituale garantisce serenita' d'animo, aiuta a controllare i propri istinti e a mantenere la mente vigile e attenta. I grandi maestri non sono mai uomini di eccesso e il loro aspetto evidenzia uno stato di attenzione costante. |
Le arti marziali cinesi hanno avuto innumerevoli vicissitudini. Al momento
dell'ultima distruzione del tempio Shaolin erano praticate in Cina parecchi
di stili differenti.
La pratica delle arti marziale venne proibita durante il periodo Cheng, durante il
quale gli insegnamenti proseguirono in modo segreto, per lo piu' tramandati
all'interno della famiglia o a pochissimi allievi selezionati, incrementando
ulteriormente la frammentazione degli stili e conferendo quell'alone di mistero e
leggenda che voleva l'esistenza di stili invincibili.Il T'ai Chi Ch'üan venne diffuso in tutta la Cina grazie all'opera di Yang Ch'eng Fu (1883 -1936) che, essendo depositario delle conoscenze tradizionali di quest'arte marziale, semplifico' l'insegnamento originale dando vita a una forma costituita da 24 posizioni. Questo tipo di T'ai Chi Ch'üan venne promosso dal governo della Repubblica Popolare Cinese come pratica di ginnastica, divenendo molto diffuso tra la popolazione; questa disciplina viene oggi praticata ogni giorno da milioni di cinesi, ed e' probabilmente la disciplina fisica con piu' praticanti nel mondo. Le applicazioni marziali del T'ai Chi Ch'üan (che vengono eseguite in modo rapido e risoluto) sono tuttavia sopravvissute e vengono attualmente insegnate anche in alcune scuole occidentali. Sono tecniche esclusivamente di tipo difensivo, caratterizzate principalmente da immobilizzazioni e leve articolari. Gli stili esterni vennero modificati negli anni '50 per dare origine al Wu Shu moderno (letteralmente: arte "Wu", marziale "Shu") trasformando in disciplina ginnica l'insegnamento tradizionale. Anche in questo caso gli insegnamenti tradizionali sono sopravvissuti e, paradossalmente, e' piu' facile trovare gli insegnamenti originali in occidente piuttosto che in Cina. In Europa il Kung Fu comincio' a diffondersi attorno alla meta' degli anni'60. Un incremento decisivo della sua popolarita' si ebbe grazie al filone cinematografico degli anni settanta, che porto' i film di Bruce Lee (che praticava lo stile Wing Chung e successivamente elaboro' uno stile proprio denominato Jeet Kune Do) ma, purtroppo, anche una visione alterata dello spirito originario alla base di questa antica arte. Cominciarono infatti a diffondersi in Europa e nel mondo molteplici scuole che insegnavano stili differenti e che, a volte, mischiavano quelle poche conoscenze che arrivavano dalla Cina per dare origine, spesso, a discipline che non avevano piu' nulla a che fare con l'insegnamento originale. Fortunatamente anche alcuni maestri decisero di stabilirsi in occidente, spesso grazie all'intervento di alcuni "pionieri" delle arti marziali.
Tra i migliori maestri arrivati in Italia segnaliamo Chang Dsu Yao e Shin Dae Wong.
In particolare fu determinante per il Kung Fu Italiano ed Europeo l'arrivo del
Maestro Chang Dsu Yao, che si venne a stabilire in Italia a partire dal 1975,
insegnando lo Shaolin Ch'üan e il T'ai Chi Ch'üan della tradizione
antica, oltre ad altri stili derivati (Mei Hua, Pa Kua, T'ang Lang ecc.). Egli
introdusse un modo di studio del Kung Fu basato su esercizi progressivi, dando
forma al concetto di "scuola", non presente nella cultura cinese a differenza di
quanto avviene per quella nipponica. Gli sforzi del Maestro Chang Dsu Yao diedero
origine alla prima federazione italiana di Kung Fu, che ottenne nelle competizioni
di livello mondiale titoli e piazzamenti di rilievo; la scuola di Kung Fu del
Maestro Chang raggruppa attualmente il maggior numero di praticanti di |
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Per praticare il Kung Fu non e' richiesta alcuna caratteristica particolare. Lo
studio degli stili esterni, come per esempio lo Shaolin Ch'üan diventa, con
il tempo, impegnativo, perche' richiede doti atletiche. Tuttavia una persona che
inizi a praticare Shaolin in eta' non troppo avanzata e continui a esercitarsi con
regolarita', nel corso degli anni riesce a mantenere una flessibilita' e
un'agilita' del corpo fuori dalla norma. Esistono esempi di ultraottantenni ancora
in grado di compiere esercizi che appaiono inarrivabili ai giovani.
Per le persone anziane la pratica del T'ai Chi Ch'üan rappresenta un ottimo
sistema per mantenere in buona salute e in esercizio il corpo e viene attualmente
consigliata da molti medici come pratica per risolvere problemi di cervicale,
rigidita' articolare o atrofia muscolare. La pratica del T'ai Chi Ch'üan ben
si adatta anche a chi desidera praticare un'attivita' che faciliti la
concentrazione, l'attenzione e la consapevolezza di se', mantenendo in buon
equilibrio mente e corpo. La pratica del Kung Fu comprende lo studio di tecniche di pugno, di gomito, a mano aperta, tecniche di calcio, di caduta e di proiezione. Alcune di queste tecniche vengono eseguite al volo. Lo studio comprende anche l'insegnamento delle armi tradizionali cinesi che sono davvero molte; tra le principali ricordiamo il bastone (lungo e corto), la sciabola, il bastone snodato a due e tre pezzi, la lancia, l'alabarda, la spada diritta. L'apprendimento prevede lo studio di forme che permettono contemporaneamente di tramandare inalterato l'insegnamento originale, di imparare a coordinare il movimento e concatenare le tecniche e a sviluppare automatismi da utilizzare nel combattimento libero. Il combattimento libero viene praticato nella maggior parte delle palestre e prevede l'utilizzo di protezioni; lo scopo e' quello di esercitare e migliorare le tecniche dei praticanti e non di affermare la propria supremazia. Esiste anche un aspetto sportivo, regolamentato in modo differente in base alle diverse federazioni, che tuttavia rappresenta soprattutto un mezzo promozionale, in quanto il Kung Fu e', e vuole rimanere, un'arte marziale e non uno sport.
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Note sull'autore:Riccardo Florio e' Cintura Nera 3º Chie' di Kung Fu Shaolin e Tai Chi Ch'üan, gradi che ha ottenuto grazie ad anni di pratica sotto la guida diretta del Mº Nicola Ragno e sostenendo i passaggi di grado sotto l'esame del Mº Chang Dsu Yao.E' diplomato "Istruttore di Primo Grado" dell'ente di promozione spostiva USAcli, attualmente insegna presso la palestra AnShinKai di Milano in via Mestre al 4. E' Dottore in Fisica con una specializzazione in torce al plasma, giornalista e redattore di publicazioni specializzate nel mondo IT per le aziende, imprenditore con una propria azienda di misurazioni ambientali . |