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Il Maestro Chang Dsu Yao |
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Chang Dsu Yao nasce nel 1918 a nella cittadina cinede di P'ei, una provincia
del Kiang Su in una famiglia benestante di proprietari terrieri.
All'età di 5 anni assiste ad una dimostrazione di Kung Fu Shaolin e ne rimane
talmente colpito ed impressionato che da quel momento in avanti il suo destino
è praticamente tracciato.
La sua giovanissima età non gli consentiva di accedere ad una palestra, ma
la passione per le arti marziali ed il desiderio di apprenderle era tale da
spingerlo continuamente ad insistere e chiedere presso il padre che questi
alla fine cede: un anno dopo convoca il noto maestro Liu Pao Ch'un affinche
dia lezioni private al figlio.
Liu Pao Ch'un (noto anche come Liu Chin Ch'en) aveva circa 45 anni ed era noto per essere uno dei più forti, completi e famosi maestri del nord della cina. Liu aveva studiato T'ai Chi Ch'üan con Yang Chen Fu (capostipite dello stile Yang) e Shaolin Ch'üan col maestro Wu. Era esperto in numerosi stili sia interni che esterni e maneggiava con maestria esemplare numerose armi tradizionali del Kung Fu ed era considerato essere invincibile. Morì molti anni dopo all' età di oltre 90 anni
Il Maestro Chang cominciò un rigido programma di insegnamenti e all'inizio
dovette soffermarsi per moltissimo tempo sullo studio dei fondamentali.
Ogni giorno per molte ore sottoponendosi a prove durissime e ricevendo, a volte,
aspre punizioni: ad esempio era comune dover rimanere immobili a lungo nelle
diverse posizioni studiate (un esercizio noto come Tzeng-Chan, "il palo
immobile"), mantenendo la concentrazione e la respirazione e chi cadeva o
si muoveva sapeva che avrebbe ricevuto una bastonata!
Dopo sei anni di studio delle tecniche di Shaolin cominciò a dedicarsi anche
allo studio del T'ai Chi Ch'üan.
Chang si allenò sotto la guida di Liu Pao Ch'un per i venti anni seguenti
Il Maestro Chang ci ha raccontato:
"La mia passione era così grande che non sentivo ne la fatica ne il dolore.
Mi allenavo almeno 4 ore al giorno tutti i giorni! Il Kung Fu era il mio
solo pensiero: mentre mangiavo, metre ero a scuola e persino mentre dormivo
sognavo di allenarmi o combattere. Il Maestro Liu Pao Chun ebbe circa 2000
studenti in tutto, ma trasmise il suo sapere a solo 5 di noi"
Il periodo successivo, negli anni dal 1939 al 49 circa furono un periodo terribile per tutta la Cina: la guerra contro il Giappone e quindi la guerra civile scossero profondamente tutto il paese. Chang, essendo un militare, visse in prima persona gli scontri ed in questo periodo visse molti episodi degni di un romanzo epico d'avventure. La sua profonda conoscenza delle arti marziali gli fu indispensabile in più di una occasione. Il campo di battaglia diventa la sua palestra dove Chang Dsu Yao si comportò eroicamente, non senza riportare numerose gravi ferite. Il suo torace era attraversato da una lunga cicatrice causata da un colpo di baionetta ricevuto durante un combattimento contro ben sei avversari. La sua schiena era stata gravemente ferita a causa di una caduta di circa 12 metri da una torretta a seguito dell'esplosione di una granata. La sua gamba non era mai completamente guarida da una ferita che gli causava frequenti flebiti e che probabilmente è stata una delle causa che hanno contribuito alla sua scomparsa. Per il coraggio dimostrato in battaglia ed i meriti ottenuti Chang fu promosso colonnello dell'esercito cinese prima ancora di compiere i 30 anni.
Dopo tutte queste vicessitudini nel 1949 Chang si trasferisce a Taiwan. Li diviene capo istruttore di arti marziali delle forze armate e mantiene viv i rapporti con il Maestro Chang Ching Po presso cui continua a studiare fino alla sua scomparsa nel 1961. Li ha anche la possibilità di incontrare e studiare con Cheng Man Ching, celebre maestro di Tai Chi Chuan dello stile Yang, ultimo discepolo di Yang Cheng Fu, divenuto in seguito molto famoso per aver esportato e diffuso ampiamente il suo stile negli Stati Uniti.
In questo periodo Il maestro Chang colleziona un'altro aneddoto fantastico che lo portò a raggiungere un momento di popolarità. Si dice che abbia sgominato una banda di malviventi che taglieggiavano i commercianti del mercato di Taipei. Un cronista assistè allo scontro furibondo che ebbe luogo, durante il quale Chang affrontò numerosi avversari armati di bastoni e coltelli. Alla domanda dell'incredulo e stupito cronista "Ma come avete fatto?" il Maestro Chang rispose semplicemente "... non lo so, non me lo ricordo". Molti vedono in questo un esempio di "vuoto della mente", lo stato che i praticanti di arti marziali raggiungono nelle situazioni di necessità in cui l'istinto attinge all'arte per superare i momenti di difficoltà.
Nel 1974 Chang prende congedo dalle forze armate e comincia a prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi all'estero per diffondere le sue preziose conoscenze sulle arti marziali. Successivamente nel 1975 arriva in Italia e si stabilisce a Bologna presso un amico di famiglia, responsabile della comunità cinese locale. Gli inizi non furono facili perche il maestro non conosceva affatto la lingua e questo rendeva ancora più difficile affermare il Kung Fu quando il palcoscenico delle arti marziali era molto confuso, sconosciuto e quasi a completo appannaggio del Karate e dello Judo. Tuttavia riusci ad aprire la sua prima palestra in Italia.
Nel 1977 incontra il Maestro Roberto Fassi, un pioniere delle arti marziali
che già aveva studiato, grazie anche ai suoi numerosi viaggi di lavoro in
oriente, il karate ed il kobudo. Fassi capisce subito il valore della persona
che aveva davanti e si prodiga per aiutarlo nella sua missione di diffondere
il suo sapere. Il Maestro Chang quindi si trasferisce a Milano da dove
riesce, poco a poco, a diffondere la sua scuola in tutta Italia. Già un anno
dopo inizia a tenere degli stage in vari paesi europei vicini: Svizzera, Francia,
e Belgio.La diffusione del Kung Fu il Maestro Chang accellera nel momento in cui trova degli studenti che già hanno esperienza e praticità con le arti marziali giapponesi. Si formò un gruppo di allievi fedeli che seguirono il Maestro Chang per molti anni: a Roberto fassi si aggiunsero Nicola Ragno, Alfredo Santini, Luigi Bestetti, Giuseppe Ghezzi e Ignazio Cuturello. Di tutti gli studenti che seguirono il Maestro Chang questi furoni quelli che giunsero pariteticamente ai livelli più alti fino a raggiungere il 6o Chieh (grado di cintura nera, equivalente al "Dan" giapponese). Rimangono famosi i racconti degli allenamenti quotidiani alle 5 del mattino che si tenevano presso la palestra del maestro. Molti altri si alternarono nella rosa degli allievi di punta da quegli anni fino ad ora, e purtroppo vi furono episodi di diatribe, defezioni e liti che tutti preferiamo dimenticare.
Nel 1980 la squadra italiana di Kung Fu, capitanata del Maestro Chang partecipa ai Campionati Mondiali CKWPA ad Honolulu-Hawaii dove ottengono grandi riconoscimenti, ottimi piazzamenti tra cui anche un primo posto!
Gli anni seguenti sono d'oro: nel 1981 vengono costituite le Federazioni italiana ed europea della scuola del Maestro Chang e dal 1982 in poi il KungFu continua a diffondersi nonstante Chang continui a privilegiare gli aspetti tradizionali del kung fu, più solidi e validi, a discapito di quelli sportivi e spettacolari che di certo avrebbero reso la sua arte più "vendibile"... ma forse era proprio questo che il Maestro Chang non voleva. Il Maestro Chang scrive molti testi sullo Shaolin e sul Tai Chi grazie alle pronta collaborazione del Maestro Fassi che vengono tradotte in diverse lingue.
Fino a pochi giorni dalla sua morte insegnava ancora per molte ore al giorno, e non rifiutava mai di fare una dimostrazione, malgrado avesse oramai 74 anni. Spesso si recava anche all'estero per tenere corsi e seminari.
Il 7 febbraio 1992 il Maestro Chang muore improvvisamente durante una vacanza a Taiwan. Non è dato sapere con certezza la causa della morte, alcuni dicono embolia, altri accusano le molte ferite riportate in guerra. Nel periodo precedente la sua scomparsa, forse presagendo quello che sarebbe accaduto, aveva comunciato a differenziare il programma di allenamento ed insegnamento dei suoi allievi, dando ad ognuno una specializzazione ed il compito di tramandarla e di insegnarla agli altri. Forse aveva così cercato di rendere coseso il suo gruppo rendendo i suoi allievi dipendenti gli uni dagli altri.
Le lezioni di Kung Fu con il Maestro
"Il Maestro diceva sempre che se la gente avesse letto e messo in
pratica i pensieri di Confucio, Lao Tse, e I Ching, tutto il mondo
avrebbe potuto vivere sempre in pace. Ci spronava sempre ad allenarci e
a studiare, ci diceva che dovevamo comprendere molto bene le tecniche,
ripeterle almeno mille volte per far sì che tutto diventasse naturale e
si trasformasse in arte. (...)
Nei momenti di allenamento con il Maestro l'atmosefera circostante
cambiava, il luogo di allenamento diventava la Cina stessa con i suoi
pensieri, la sua cultura, la sua arte e noi ci lasciavamo trascinare da
quell'incanto, dimentichi di tanto sudore e fatica; accanto a noi c'era
sempre il Maestro che con il suo volto sereno e severo ci incitava ad
anadare avanti."
Parole del Maestro
"Non è sufficiente studiare solo le forme, anche se eseguite bene e
correttamente, bisogna conoscerne l'applicazione. Pertanto studiando la
forma pensate all'applicazione, eseguendo l'applicazione pensate alla
forma, quando tutto ciò è ottenuto lasciate che la mente si esprima
liberamente. Se sapete eseguire bene una forma senza conoscerne
l'applicazione è come possedere una bella casa priva di arredamento.
L'applicazione ne rappresenta l'arredamento. Però bisogna che
l'arredamento sia piacevole e confortevole. Vivere in un ambiente
confortevole significa vivere interiormente il kung fu in uno stato di
elevata spiritualità".